Ho passato l’intera domenica a tentare di far navigare il pc della mia cara cugina che ha appena attivato la sua nuova adsl e, dopo aver fatto gradevole amicizia con tutti gli operatori del call center del simpatico nuovo gestore da lei accuratamente scelto, si è scoperto che il problema per cui nessuna di noi due è riuscita a leggere neanche una micragnosa pagina del web, è nello stesso pc. Io le ho provate davvero tutte, tolto tutte le protezioni, l’ho lasciato libero di esprimersi a proprio piacimento, l’ho messo nella condizione di confessarmi tutte le sue più intime perplessità sulla novità che gli stava per capitare, infine l’ho pregato in aramaico ma nulla di fatto, non c’è stato verso di capire quale fosse il problema.
Allora ho pensato al fatto che, e questo la povera cugina non poteva immaginarlo, in vita mia ho sempre avuto pc malfunzionanti tanto da credere che il problema sia annidato dentro di me. Attenzione il mio problema non è in qualità di utente, in quel senso sono sempre stata bravina tanto da potermi ritenere oggi un ‘utente avanzato’ come mi chiamerebbe una grossa azienda straniera di mia conoscenza.
No, no, il mio problema è la sola vicinanza: se sto troppo davanti alla macchina questa comincia a creare incomprensibili problemi, si confonde, si intrecciano i calcoli forse che ne so…
E allora sono arrivata alla conclusione che il mio campo elettromagnetico cozza inevitabilmente con quello dei pc, sì sì, sono sicura che l’arcano sta tutto in questa scoperta scientifica che avrò fatto, non so, una sera che avevo bevuto troppo e tentavo di interagire con uno dei miei tanti apparecchi strausati.
Di qui il passo mentale successivo è stato un must, è stato d’obbligo:
perchè questa alchimia non funziona anche con gli uomini della mia vita? Voglio dire, perchè difronte al mio campo magnetico gli uomini non cominciano ad andare in tilt come i pc? Ho immaginato cose meravigliose, situazioni da x-file, uomini completamente rimbecilliti dalla mia sola presenza; riuscite ad immaginare cosa sarebbe stata la mia vita? Quale popolarità avrei potuto avere oggi (almeno nel quartiere)! Avrei potuto avere tutti i ragazzi che volevo con un solo scioglimento del mio, bè in quel caso si sarebbe chiamato charme, ammaliare anche il ragazzo più bello della scuola, magari alle medie perchè al liceo era un certo Victor Alfieri, non avrei potuto con uno che con un nome simile in maturità avrei ritrovato in qualche puntata di Beautiful (è vera sta storia giuro).
Poi ho continuato a riflettere, abbandonando i miei sogni di gloria a favore della mia ricerca scientifica e mi sono accorta di una clamorosa quanto bastarda verità.
In realtà questa strana reazione alchemica (o come diavolo si chiama) accade in effetti anche agli uomini che mi si avvicinano troppo. E’ vero che si confondono, vanno in tilt, inziano ad assumere comportamenti del tutto incomprensibili, proprio come le macchine, e proprio come le macchine non rispondono più ai comandi (oddio detta così è brutta), diciamo che non vanno nella direzione che si presuppone debbano seguire (meglio eh?).
Tanto per capire meglio, la maggioranza degli uomini che ho avuto mi ha dato modo di poter confermare oggi, senza falsa modestia, che riesco davvero ad affascinare, in molti casi a far innamore sul serio, a creare un bel legame stretto e appagante con chi mi si avvicina, a patto però che la cosa non prenda alcuna forma definita, non si inscatoli in qualcosa di, come dire, preconfezionato. Insomma dopo un po’ tutti i rapporti cominciano ad assumere strane e paradossali forme. ‘Come dici nonna? Non capisci quello che dico? Nonnì, tutti me vonno e nessuno me se pija, mò hai capito?’
Insomma la morale è che faccio lo stesso identico effetto agli uomini e ai pc e così spesso mi ritrovo senza uomo e senza pc, cosa che con gli anni ho cominciato anche ad apprezzare, troppa tecnologia atrofizza la mente.
Si è verificato solo un caso, quello che credo si possa chiamare ‘l’eccezione che conferma la regola’, ci ha messo otto anni prima di farmi credere che fosse stato rapito dagli alieni, ma non fa statistica, era un caso estremo, un caso di genere umano a bassa evoluzione, insomma la teoria dell’incompatibilità elettromagnetica, con le piante grasse non funziona ecco tutto.




intanto potresti cambiare un pc con un mac…(anche io l’ho fatto da poco, ma l’ho fatto….scettica, ma l’ho fatto..c’ho messo 4 anni, ma l’ho fatto)
per gli uomini nn dico nulla:sono completamente inaffidabile
quando uscirò dalla soglia della povertà cambierò il pc e magari deciderò anche per un mac… quando….
grazie per il consiglio
nessun consiglio per il resto eh? …ci speravo tanto
Ho notato che i problemi si risolvono meglio quando dentro di te hai la ferma convinzione di poter fare a meno della fonte dei tuoi problemi, pc o essere umano che sia.
Da oggi potrei chiamarti professoressa Grant (ricordi Jurassic park?)
Sii leggera, l’aria va ovunque (e non è una pubblicità del nuovo MacAir…)
Mi piace come scrivi, perchè c’è ironia.
Non tutti sanno ridere di sè stessi.
GLi uomini sono elementari come le macchine. Pertanto, non mi farei troppi problemi. Con loro basta parlare in stampatello e ragionare in stampatello… Sono molto, troppo lineari.
E’ questo forse il guaio. Per una donna.
A presto e ti prego…continua a scrivere.
Alla luce della chiacchierata fotta oggi cara Flux, rileggendo questo post di un mese fa mi chiedo chi sia ad andare in tilt da esposizione alle onde elettromagnetiche, i tuoi uomini e le macchine oppure Tu?
HC:
ti adoro perchè guardi sempre le cose dal punto di vista opposto… facendolo di proposito
e quindi? niente post?
io gia ti immaginavo qui con news ed altro…
e se post non può essere almeno una canzone, una poesia, un video….dai dai dai…condividiamo…
nn voglio insistere è che ti leggo bene, solo questo.
tante tante care cose! gratia