Vi siete già chiesti a quale fantastico mondo appartenga la Flux? Lei usa dire di non appartenere a nulla – e dico nulla, non nessuno, bada bene – ma a me spesso sembra appartenere al Nulla stesso. Intendiamoci, non è mica cosa negativa, chiedetevi a cosa appartenga l’Universo e se saprete rispondere (cosa di cui, vi prego, lasciatemi dubitare) forse avrete anche idea del meraviglioso mondo di FLux.
Lei viene dal nulla e il nulla insegue come filosofia, l’opposto di me che faccio del nulla anche, una gran confusione di perchè. Lei prende il nulla che nelle sue mani forgia ad arcobaleno, io l’arcobaleno lo cerco riflesso nelle pozzanghere, negli stagni e dove l’acqua non riesce ad essere limpida.
La Flux è pura, sassolini di oro grezzo incagliati nella rete di una vita (questa sì) che non le appartiene affatto, luce propria ad illuminare solo la propria immagine. Ed io? Oro colato in uno stampo, costretto ad essere quello che io stessa o altri intorno a me, desiderano che io sia. La forma si decide con gli anni, la sostanza quindi cambia, il valore falsato da altri valori (discutibili aggiungerei).
La flux è colei che ama indipendentemente, instancabilmente, irrazionalmente, irriverentemente.
Colei che sa vedere, come un oracolo, cose impercettibili, umori inconcepibili, visioni indescrivibili.
Il suo mondo è composto, come il mio, di 4 elementi ma, non come il mio, fusi in un tutt’uno.
Il suo mondo è lo specchio di ogni anima che le passa accanto, colori e riflessi misti a lisergiche visioni.
Ed io….
io appartengo a coloro cui non appartiene niente
io amo stancabilmente e razionalmente
io nuoto riflettendomi in acque torbide cercando lucidità (ma come?)
io appartengo a un mondo talmente meraviglioso da doverci sputare sopra spesso per tirarlo a lucido
eppure amo, amo me stessa, gli altri, la vita, le mie elucubrazioni e tutte le paranoie
amo lo stare sola lamentandomi di stare sola
amo le contraddizioni e tutto ciò che non conosco ancora
amo le asimmetrie nelle menti degli altri perchè non comprendendole mi sento viva
Se quindi Flux mi porta nel suo mondo, io allora la porto nel mio e finiremo per innamorarci perdutamente dello stesso strano individuo apparso un sabato sera dal nulla, di cui non capiamo la vita, di cui non comprendiamo le parole e fatichiamo ad elaborarne i pensieri ma che ci avvolge nel suo mantello di immagini e sogni e arte e vita da cui difficilmente usciremo le stesse di prima.
E così facendo, sembrerà impossibile ma, ci facciamo felici.
**Rob**




